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Una mostra dedicata alla giornalista e scrittrice fiorentina morta nel 2006
di: Elsa Dorella

| Palazzo Litta Corso Magenta 30 | |
| M2; Bus: 94, 61; Tram: 1, 4, 7 visualizza la mappa | |
| ingresso gratuito |



Apre il 15 Settembre la mostra che Milano dedica a Oriana Fallaci, fino al 18 Novembre a Palazzo Litta.
Ma chi era Oriana Fallaci?
Tutti sappiamo che la Fallaci era una scrittrice e una giornalista.
Tutti sappiamo che ha scritto dei libri, che ha fatto molto parlare di sé, che tanti non condividevano le sue opinioni e che è morta di una grave malattia.
Ma cosa sappiamo di lei? Come mai era una donna così carismatica? Perchè si è parlato di lei così tanto?
Prima di tutto bisogna sapere che Oriana era figlia di un attivo antifascista, e che a soli 10 anni è stata da lui coinvolta nella resistenza, entrando a far parte del movimento clandestino Resistenza Giustizia e Libertà, dove le sono stati affidati compiti di vendetta.
Un'infanzia molto dura, se di infanzia si può parlare, durante la quale ha vissuto in prima persona i drammi della guerra.
Ha iniziato la sua carriera giornalistica a soli 16 anni, prima come collaboratrice in quotidiani locali e poi come inviata speciale per L'Europeo.
E' stata la prima donna in Italia ad andare al fronte in qualità di inviata speciale, documentando tutte le falsità e le atrocità della guerra in Vietnam ma anche il lato umano dei soldati di entrambi i fronti.
Il 2 Ottobre 1968 è stata ferita in una manifestazione studentesca a Città del Messico. Quel giorno sono morti centinaia di giovani e lei stessa è stata creduta morta e portata in obitorio.
E' stata inviata di guerra anche nei conflitti tra India e Pakistan, in Sud America e in Medio Oriente.
Nel '75 ha collaborato alle indagini sull'omicidio di Pasolini ed è stata la prima a denunciarne il movente politico.
Ha scritto e collaborato per importanti testate fra le quali citiamo il Corriere della Sera, New York Time Magazine, Life e il Washington Post.
Nei primi anni '90 si è trasferita a New York isolandosi e lavorando a un romanzo. E' in questo periodo che ha scoperto di avere un cancro ai polmoni.
Con il tragico evento dell'11 Settembre ha sfornato libri e articoli, criticando profondamente la civiltà occidentale, a suo parere incapace di difendersi dal fondamentalismo islamico, e facendo discutere il mondo politico e l'opinione pubblica.
Si è schierata contro l'eutanasia e contro il referendum per la procreazione assistita, e dopo un'intera vita di opinioni anticlericali e di discordie pubbliche e private con la religione cristiana, ha espresso ammirazione per Papa Benedetto XVI e l'ha anche incontrato.
Nel 2005 sono state raccolte dal quotidiano Libero 75.000 firme per chiedere al Presidente della Repubblica di nominarla senatore a vita.
La vita della giornalista però si è spenta l'anno seguente.
Ha scritto dodici libri vendendo 20 milioni di copie in tutto il mondo.
A un anno dalla sua morte (15 Settembre 2006) Milano le dedica una mostra dal titolo Intervista con la storia.
A Palazzo Litta, dal 15 Settembre al 18 Novembre, verranno esposte al pubblico fotografie, lettere, appunti, oggetti e addirittura la sua agenda del telefono, l'incubo del nipote Edoardo Perazzi, il quale ricorda con affetto la ricerca quasi impossibile di numeri di telefono fuori posto, scarabocchiati, sottolineati, evidenziati, scritti col pennarello, a penna o a matita. Agenda nella quale solo Oriana riusciva a raccapezzarsi, e che proprio per questo il nipote, organizzatore e curatore della mostra insieme ad Alessandro Cannavò e Alessandro Nicosia, ha fortemente voluto.
Il percorso espositivo si snoda in 12 sezioni:
Oriana parla; Firenze e la vita; Le prime grandi inchieste; La corsa alla luna; Il Vietnam; Nei punti caldi del mondo; I libri; Star tra le star; Un uomo; Libano e Golfo; Le grandi interviste; La Rabbia e l'Orgoglio; L'amore per la scrittura.
Quella che qui viene raccontata non è solo la Fallaci giornalista e scrittrice ma anche Oriana, la donna. Una donna forte, orgogliosa e coraggiosa certo, spesso dura, tagliente e che non faceva sconti a nessuno ma anche una donna dolce e umana. Quel tipo di donna che "o la ami o la odi" ma che certamente merita grande rispetto e soprattutto una conoscenza un po' più approfondita. E forse questa mostra è l'occasione giusta.
